Direct Response Design
Direct Response Designer per copywriter e imprenditori
Impagino i tuoi materiali per farli convertire. Senza toccare una parola del tuo copy.
Hai un copy che vende. Ti serve chi sappia impaginarlo senza rovinarlo.
Questa pagina è per due persone.
Il copywriter
Il copywriter (o il media buyer). Hai scritto un copy che converte. Lo hai testato, sai cosa fa. Adesso devi darlo a un grafico, e ogni volta è la stessa paura: che «interpreti», che alleggerisca l’headline, che trasformi la sales letter in un depliant elegante e ti dimezzi la resa. Cerchi un designer che esegua il direct response, non che lo reinventi.
L’imprenditore
L’imprenditore che il direct marketing lo conosce. Scrivi tu il copy, o lo commissioni e tieni il controllo. Hai studiato la disciplina, non ti serve qualcuno che te la spieghi. Ti serve un designer all’altezza dei materiali che hai in testa: i magalog americani che hai visto funzionare, le sales letter che vendono col foglio di carta. Finora hai trovato solo grafici che fanno il bello.
Per entrambi vale la stessa cosa: io non scrivo il tuo copy. Lo impagino perché renda il massimo.
Il copy buono lo ammazza il grafico sbagliato
Funziona quasi sempre così. Spendi settimane sul copy. Lo testi, lo limi, sai che converte. Poi lo dai al grafico di fiducia, quello che ti fa il logo e i biglietti da visita.
Torna indietro un opuscolo. Font sottili, tanto bianco, headline «raffinata», i punti chiave persi nel grigio, la call to action ridotta a un bottoncino in fondo che non vede nessuno. È elegante. Non vende.
Hai pagato il copy. Hai pagato la stampa. Hai pagato l’affrancatura. E la resa è la metà di quella che il pezzo poteva avere, perché l’ultimo passaggio, il design, lavorava contro di te invece che per te.
È un motore da corsa montato su gomme lisce. Il problema non è mai stato il copy. Era a valle.
La promessa
Il copy è sacro. Non tocco una parola.
Questa è la promessa più importante di tutta la pagina, quindi la metto nera su bianco.
Non riscrivo il tuo copy. Non lo «miglioro». Non taglio l’headline perché secondo me è troppo lunga. Non sposto un argomento perché starebbe meglio altrove. Il testo è tuo, ed è già il lavoro di chi sa quello che fa.
Quello che faccio io è progettare il layout intorno al tuo testo. Gerarchia visiva che porta l’occhio dove deve andare. Eye-flow costruito per far leggere nell’ordine giusto. Headline che pesano quanto devono pesare. Testimonianze posizionate dove servono. Call to action che salta all’occhio invece di nascondersi.
Tu rispondi del copy. Io rispondo della resa. Il design risponde della risposta, non del bello.
Se cerchi qualcuno che metta mano al tuo testo, non sono io. Se cerchi qualcuno che lo faccia rendere al massimo senza toccarlo, hai trovato la pagina giusta.
I materiali che progetto
Tutto materiale a risposta diretta, carta e digitale. Niente loghi, niente brand identity, niente siti vetrina.
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Magalog
Il formato dove la differenza tra design giusto e sbagliato si vede di più.
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Sales letter
Impaginate per essere lette dalla prima riga al P.S.
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Advertorial
Pensati per leggersi come contenuto, non come pubblicità.
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Direct mail
Il pacco completo, lettera, pieghevole, busta, lift note.
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Cartoline
Il pezzo perfetto per un primo test a basso rischio.
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Listini
Progettati per far chiedere, non solo per informare.
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Landing page
La continuità DR dalla carta al digitale.
Cosa è successo quando il design lavora per il copy
Numeri reali, su pezzi reali. Ogni risultato dipende anche dal copy, dall’offerta e dalla lista: il design da solo non fa miracoli. Ma quando l’impaginazione lavora per il testo invece che contro, ecco cosa cambia.
50%
di scansioni del QR code su una brochure pubblicitaria riprogettata con logica DRD (caso Bushori).
Leggi il caso studio →11,14%
di conversione su un invito pieghevole per un bar. 39 azioni reali generate da un singolo pezzo cartaceo.
Leggi il caso studio →37
contatti verificabili da un depliant tre ante per un evento, riprogettato in chiave DRD.
«L’unico in Italia a cui affido i lavori dei miei clienti.»
Questa frase viene da un copywriter, e per questa pagina vale più di qualsiasi mia promessa. Chi scrive copy per vivere sa bene cosa rischia quando consegna il suo lavoro a un designer. Lui ha deciso di affidarmi anche i pezzi dei suoi clienti. È esattamente la fiducia di cui parla tutta questa pagina.
Chi impagina i tuoi materiali
Sono Davide Filippini. Ho iniziato come grafico, poi sono passato dall’altra parte: marketing a risposta diretta e copywriting, nella scuola di Marco Lutzu. Lì ho notato una cosa: i maestri del settore non scrivevano soltanto bene, usavano una grafica precisa, costruita per vendere. Quella disciplina in Italia non aveva ancora un nome. Ho fondato designarispostadiretta.it e sono stato il primo Direct Response Designer in Italia.
Per tre anni ho curato tutta la grafica di Metodo Merenda, uno dei più grandi gruppi italiani di direct marketing: oltre 400 campagne complete, tra carta e digitale. Ho completato il programma di Direct Response Design di Lori Haller, una delle più grandi designer a risposta diretta americane, che mi ha riconosciuto come il suo primo studente italiano.
Faccio una cosa sola. Non vendo corsi, non ho un percorso, non faccio il coach. Impagino materiali a risposta diretta perché convertano. Questo, e basta.
Come funziona
Niente brief da venti pagine, niente moodboard.
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Mi mandi il copy.
Quello che hai scritto, già pronto. Insieme al contesto: che pezzo è, a chi va, su che canale.
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Ragioniamo sulla resa.
Guardo il testo, capisco dove vuoi portare il lettore e dove deve cadere l’occhio. Da pari, senza spiegarti il marketing.
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Progetto.
Costruisco il layout intorno al tuo copy. Gerarchia, eye-flow, posizionamento, call to action. Il testo resta intatto.
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Consegna.
Ricevi il file pronto per la stampa o per il web, con le specifiche giuste.
Se non ci siamo mai visti, la cosa più sensata è partire da un pezzo piccolo, una cartolina o un advertorial. Giudichi dal risultato, non dalle mie parole.
Hai un copy pronto da impaginare?
Mandami il pezzo e il contesto. Se è il tipo di lavoro che faccio, ne parliamo e ti dico come lo imposterei. Se non lo è, te lo dico subito.
Parliamo del tuo progettoLavoro a numero chiuso, pochi progetti per volta.